storia alternativa

La Moschea del Profeta

In Le sorgenti del Nilo compare il califfo Abū Yūsuf Yaʿqūb al-Manṣūr, che è un personaggio storico. Regnò tra il 1184 e il 1199 sull'impero almohade, che nella realtà storica non si trovava nella penisola araba ma comprendeva tutto il Maghreb e la spagna musulmana. La penisola araba all'epoca era suddivisa in numerosi staterelli, molti dei quali sono presenti tutt'oggi, e l'impero almohade era il principale stato musulmano.


califfo
Abū Yūsuf Yaʿqūb al-Manṣūr

Nella nostra finzione abbiamo deciso di mantenere l'impero almohade, appunto in quanto massimo stato islamico dell'epoca, ma di spostare i suoi confini all'interno della penisola araba, stretta tra i potenti imperi romano in Africa e mongolo in Asia.


al-Masjid al-Nabawi
L'esterno della Moschea del Profeta

Il califfo incontra i membri della spedizione mongola nella Moschea del Profeta a Medina, che esiste realmente.

Il profeta Maometto morì nel 632 d.C. (anno 10, secondo il calendario islamico) e si fece seppellire all'interno della casa dove aveva vissuto a Medina insieme alla moglie ʿĀʾisha, sotto il pavimento secondo un rito derivato da religioni preislamiche. ʿĀʾisha morì nel 678 (aveva 18 anni quando Maometto, che ne aveva 62, morì) e fu ricavato per lei uno spazio accanto a quello del marito, ma è vuoto, in quanto la donna è stata sepolta nel cimitero di Medina.

Il sepolcro di Maometto ospita anche i primi due califfi dell'Islam, Abū Bakr, morto nel 634, e ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb, morto nel 644.


Sepolcro del profeta
Il sepolcro di Maometto. Il profeta si trova dietro la porta a sinistra, nell'altra riposano i due califfi.

Intorno alla casa-sepolcro del profeta venne quindi costruita la Moschea del profeta (al-Masjid al-Nabawi), seconda moschea più sacra e più grande dell'Islam (la prima per entrambi i primati è Al-Masjid al-Ḥarām a La Mecca, che comprende anche la Kaʿba). Il sepolcro e la moschea hanno fatto sì che Medina diventasse la seconda città più sacra per l'Islam.


Moschea del Profeta
Una veduta aerea che ci dà un'idea della vastità del complesso

La moschea è a pianta rettangolare ed è sovrastata da 24 cupole a base quadrata. Le cupole possono scorrere su binari per spostare luce e ombra all'interno a seconda dell'ora del giorno. É ornata da sei minareti altri oltre 100 metri, costruiti in epoca successiva a quella in cui è ambientata la nostra storia. Sopra l'area dove si trova il sepolcro del profeta è stata costruita a partire dal 1279 la Cupola Verde, adornata con riferimenti coranici.

cupola verde
La cupola verde

Nell'Islam la venerazione verso una persona è malvista, come abbiamo accennato anche nel nostro racconto, per il rischio che la devozione verso un uomo posssa superare quella verso Allah. In effetti questo è un tratto proprio del Wahhabismo, movimento nato all'interno della comunità islamica sunnita solo nel 1700, ma già nel sunnismo più classico c'era un rifiuto per i meriti di una persona in quanto tale: la principale differenza tra sciiti e sunniti infatti sta nella scelta della guida della comunità, che per gli sciiti deve essere affidata a un discendente del Profeta, mentre per i sunniti deve essere decisa tramite elezione. Per questo, e perché ci andava di inserire quel passo nel racconto, abbiamo retrodatato questo precetto del Wahhabismo.


al-Masjid al-Nabawi inside
L'interno della Moschea del Profeta

Al giorno d'oggi, nonostante il precetto in questione, sono molti i musulmani che dopo il pellegrinaggio obbligatorio alla Mecca (ḥajj) effettuano la visita (ziyāra) alla tomba di Maometto. Dato che un divieto di accedere al luogo di sepoltura non verrebbe accettato da queste grandi masse di pellegrini viene loro concesso un tempo limitato per sbirciare attraverso la piccola apertura che si affaccia sui sarcofagi del profeta e dei primi califfi all'interno della moschea. Abbiamo visto qualcosa di simile anche all'interno del nostro racconto.


al-Masjid al-Nabawi outside
Gli "ombrelloni" richiudibili che riparano i fedeli all'esterno dal sole

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